
Sono Anita Franceschi, psicologa e psicoterapeuta in formazione, iscritta all’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Veneto. Svolgo la mia attività clinica a Padova.
Da Toscana trapiantata in Veneto, mi sono laureata nel 2019 presso l’Università degli Studi di Padova con un progetto di ricerca dedicato al rapporto tra salute mentale e pericolosità sociale. Durante gli anni dell’Università ho svolto con grande impegno attività culturali e di rappresentanza studentesca: così, nel corso del tempo, ho avuto modo di conoscere in modo profondo e appassionato le realtà sociali del territorio, nonché i servizi offerti ai giovani adulti e ai loro bisogni.
Ho perfezionato la mia formazione con il Master dell’Università degli Studi di Padova in Criminologia Critica e Sicurezza Sociale: durante il percorso, ho approfondito i concetti di norma e devianza e ho appreso conoscenze teoriche e strumenti per il lavoro psicologico con persone detenute e persone in movimento (richiedenti asilo, migranti economici, minori stranieri non accompagnati). Durante il percorso, ho scritto una tesi sul pensiero di Frantz Fanon e sulla possibilità di un incontro autentico con l’alterità culturale: ancora oggi, questo percorso di ricerca e riflessione costituisce la base del mio sguardo clinico e professionale.
La mia prima esperienza di lavoro ha costituito un momento biografico e professionale di grande importanza: ho lavorato per alcuni anni in una comunità educativa femminile per adolescenti, dove ho scoperto (e ri-scoperto) una passione sconfinata per questa fase così delicata dell’esistenza. Ho continuato così a lavorare con gli adolescenti durante un’esperienza di un anno al Contatto Giovani, consultorio per adolescenti di Padova: qui ho avuto modo di entrare in contatto ancora più diretto con la complessità delle esigenze psicologiche e di supporto presentate da un numero molto vasto di adolescenti e giovani adulti tra i 14 e i 21 anni. La complessità e la confusione che accompagnano questo momento della vita continuano ad appassionarmi e a rappresentare un motore per la mia ricerca professionale.
Negli ultimi anni ho lavorato al supporto psicologico nell’inserimento sociale e lavorativo a favore di persone con disabilità mentale grave: ho scoperto così i colori e le forme delle vite di tante persone che vengono troppo spesso messe ai margini degli spazi sociali, urbani e di incontro. Il lavoro con le famiglie è stato fondamentale per la mia traiettoria professionale: mi ha infatti convinto dell’importanza di costruire luoghi e tempi dedicati per chi assiste e cura un familiare con disabilità, soprattutto quando quest’esperienza si svolge nella solitudine e nell’indifferenza collettiva.
Nel 2025, dopo un lavoro lungo tre anni svolto insieme a tante colleghe e colleghi, abbiamo aperto nel cuore del quartiere Palestro di Padova la Clinica Popolare Azadî: uno spazio clinico ambulatoriale gratuito rivolto a persone in condizione di grave marginalità che si trovano nell’impossibilità di accedere al Sistema Sanitario Nazionale e ai servizi socioassistenziali del territorio. Insieme alle colleghe e ai colleghi di Azadî abbiamo scelto di promuovere un discorso pubblico sulla salute orientato alla medicina di genere e ai saperi etnoclinici, contro la privatizzazione della sanità e dei percorsi di salute mentale.
Oggi lavoro privatamente nel mio studio e insieme mi occupo di cura e supporto psicologico a favore di persone migranti e richiedenti asilo destinatarie di progetti di accoglienza sul territorio, in continuità con quel lavoro di ricerca, iniziato anni fa e ancora imprescindibile nella mia pratica clinica, attorno alla dimensione della cura come spazio di creazione di legami sociali trasformativi. Da più di un anno svolgo anche un lavoro di supporto psicologico ai pazienti del Centro di Salute Mentale di Venezia: credo fermamente nell’importanza di continuare con ostinazione a investire tempo e pensiero nell’istituzione pubblica, nel lavoro di equipe e nella formazione di operatori e operatrici, per una salute che sia davvero un processo collettivo.
